Posts Tagged ‘giordano’

Giangiacomo Guelfi, una cooperativa di baritoni!

Martes, Junio 8th, 2010

  • Giangiacomo Guelfi: Nemico della Patria?… Un dì m’era mi gioia, recitativo y aria del Tercer Acto de Andrea Chénier, Giordano
  • (Gracias, Mefisto)

    Giangiacomo Guelfi Giangiacomo Guelfi (Enzo en Attila).

  • Giangiacomo Guelfi, una cooperativa di baritoni!
  • Por Andrea Fasoli
  • «La sua voce era enorme, pastosa, generosissima. Se c’è una parola che Guelfi non conosce applicata al canto è “risparmio”.  Io l’ho sentito in varie incisioni, dal vivo mai purtroppo (tranne una volta in cui a casa sua mi fece sentire “due suoni”. Ed erano impressionanti), e non era affatto un cantante monotono.

    Anzi, aveva una certa varietà espressiva, che il solo ascolto evidentemente non permette di cogliere (le incisioni dell’epoca sono spesso avare di armonici). I suoi ruoli principe furono Nabucco, Scarpia, Jack Rance, Amonasro. Un ruolo fondamentale, per la sua carriera ma anche per il ritorno al successo della stessa Opera, fu Ezio nell’Attila verdiano; assieme a Boris Christoff e Gastone Limarilli lasciò di quest’Opera una grande testimonianza.

    [Guelfi: Pietà, rispetto, amore,  aria del Cuarto Acto, Escena V, de Macbeth, VerdiLa Fenice, 1968]

    E poi, Barnaba della Gioconda, Macbeth, Francesco Foscari ne I due Foscari, il Conte di Luna del Trovatore in cui alla Scala assieme a Carlo Bergonzi ottenne un successo strepitoso, I Vespri Siciliani, La Forza del Destino, senza dimenticare Alfio nella Cavalleria rusticana, Carlo Gerard nell’Andrea Chénier, e poi ancora Rossini con Guglielmo Tell, Donizetti con Lucia di Lammermoor, l’Africana di Meyerbeer fino a Spontini con Agnese di Hohenstaufen.

    Giangiacomo Guelfi

    Tutte opere in cui la potentissima voce di Guelfi lasciava un segno indelebile e scatenava anche i melomani più accaniti in applausi furibondi e grida da stadio. (…)

    La pasta vocale, il timbro, la generosità, il non risparmiarsi mai, hanno fatto si che questo grande cantante con il cuore ancora più grande, avesse una carriera di primo piano che andò dagli anni cinquanta, con il suo debutto a Spoleto come Rigoletto, fino a metà degli anni settanta, macinando recite su recite, successi su successi, applausi su applausi.

    E dopo il suo ritiro, avvenuto anche a causa di un cuore tanto ballerino quanto generoso, si dedicò a fare da giuria in molti concorsi, non limitandosi ad essere un “mito vivente” della Lirica, ma prodigandosi in consigli, molto spesso affettuosi, ai giovani cantanti che gli si approssimavano durante le pause delle audizioni, discutendo anche animatamente con quei “critici” che secondo lui non capivano un accidente per non aver mai nemmeno cantato una singola nota. “Tutti teorici”, mi diceva …

    Questo breve articolo voglio dedicarglielo con immensa gratitudine. Sono stato tentato varie volte, anche in anni passati, di proporgli un’intervista, e malgrado l’intercessione di alcune persone non me la sento di disturbare questo Grande Vecchio della lirica a casa sua, nel suo riposo meritato. Io penso che posso fargli arrivare il mio affetto e la mia gratitudine anche scrivendo di lui, e delle bellissime sensazioni che mi ha regalato, dei consigli preziosi che mi ha elargito con grande sincerità.

    Poi magari un giorno andrò a trovarlo, o forse si riuscirà ad organizzare qualcosa che ricordi questo autentico, grande, ultimo mito della corda baritonale, assieme a Pino Taddei, che ci rimane di un tempo molto prolifico di cantanti per l’Opera Lirica, con talenti distribuiti dalla natura con una generosità incredibile. Non basterebbero dieci pagine per elencare tutti i grandi cantanti di successo di quell’epoca, tra italiani e stranieri.

    Di cui il nostro Giangiacomo, a buon diritto, può dirsi di far parte. Mi piace ricordare, come conclusione a questo mio atto d’affetto, il sorriso sornione con il quale una volta a casa sua mi disse sottovoce (cosa impossibile per lui ), mentre si parlava dei baritoni di oggi, come lo aveva soprannominato un critico per la potenza della sua voce : ”Una cooperativa di baritoni!”; e lo disse ridacchiando soddisfatto».

    Ópera, ópera, ópera (febrero 2010)

    Martes, Febrero 23rd, 2010

    Kandinsky_

    Como mucho me temo que no voy a saber estar sin contarles qué pasa por el mundo, me adelanto (como el almendro;-) Lo confieso: no me deja el genio;-)

    Ya eché sin contemplaciones a todos los dragones goearinos que con premeditación y alevosía se nos habían colado en casa (dejo los enlaces: qué remedio, pero más de uno iré eliminando poco a poco). Si se me ha escapado alguno, por favor, den un silbidito;-)

    ♣ ♣ ♣

    arcoiris 27 de febrero

    007Álvarez, Armiliato, De León (Teatro Real, Andrea Chénier)

  • Marcelo Álvarez
  • Fabio Armiliato
  • Jorge de León
  • (Gracias, Zerlinetta)

    ♣ ♣ ♣

    [Jorge de León: Un dì’all azzurro spazio. Teatro Real, 21 de febrero de 2010]

  • Cara y cruz de Andrea Chénier
  • arcoiris 26 de febrero

    (más…)

    Marcelo Álvarez: “Plácido debería dejar el camino libre”

    Domingo, Enero 31st, 2010

    Marcelo Álvarez

    “Dice lo que piensa y ahora regresa al Real con Andrea Chenier, ópera con la que entona un ‘hasta luego’ a Madrid. ‘Volveré cuando Mortier se haya ido porque él tiene fecha de caducidad’. Serán cinco años.

    Es jueves, como casi siempre, y las manecillas del reloj están a punto de marcar las once de la mañana. Marcelo Álvarez llega al Teatro Real medio encogido, con un gorrito negro de lana calado hasta las cejas; calza zapatos blancos de suela de goma. El tenor cordobés (de la Córdoba argentina) es uno de los grandes y él lo sabe. Divertido, excesivo, cercano, fieramente humano, sería imposible amordazarlo. ‘Me gusta’, dice riendo después de escuchar a María decir, mientras subimos en el ascensor, que ‘hace un frío pelón’.

    Él juguetea con el móvil, pero se ríe y adopta la expresión para su vocabulario. Acaba de incorporarse a los ensayos de Andrea Chenier, que el coliseo estrena el 13 de febrero y que llega precedida de un importante éxito en la Ópera de París, antiguo feudo de Mortier, ahora tomado por Nicolas Jöel”.

  • Gema Pajares
  • —De nuevo vuelve a casa…
    Así es, regreso a mi hogar. Y estoy feliz e ilusionado.

    [ensayo general]

    —La crítica en Francia ha sido unánime con usted. Dice que su Andrea Chenier es antológico.
    Qué puedo decir yo. Nunca antes se había representado en La Bastilla y siempre sobrevolaba la sombra de grandes como Corelli y Del Monaco, pero se olvidan de que antes hubo un Beniamino Gigli que interpretó el personaje, tan pleno de matices y expresiones que cantarlo es un gusto porque se trata de un poeta con una voz llena de inflexiones y es ésta la que ha de amoldarse al personaje.

    (más…)

    ‘Amor ti vieta’, por Tomás Ataz

    Miércoles, Febrero 18th, 2009


    monet

    Nos comentaba hace unos días Tomás que está ampliando su repertorio y que nos enviaría alguna de las piezas en las que está trabajando.  Voilà!

    (Gracias, Tomás)

    Tomás Ataz (estudiante de canto): Amor ti vieta di non amar…, arieta de Loris Ipanov  del Segundo Acto de Fedora, Giordano. Enero de 2009.

    Amor ti vieta di non amar.
    La man tua lieve, che mi respinge,
    cerca la stretta della mia man;
    la tua pupilla esprime: “T’amo!”,
    se il labbro dice: “Non t’amerò!”.

    Mattia Battistini: ‘Eri tu’

    Lunes, Septiembre 22nd, 2008

    Battistini, el rey de los barítonos, el rey del bel canto, la gloria de Italia, el otro Werther… Un barítono de voz clara que manejaba con habilidad y le permitía abordar roles del repertorio lírico y aun dramático.

    “Se hizo famoso por un fraseo muy personal y a veces amanerado; el cantante tomaba las frases a su gusto, las desarrollaba agregando en numerosas ocasiones agudos, mordentes o grupetos, y las terminaba en verdaderos alardes de fiato”. [Patrón Marchand]

    Mattia Battistini (1856-1928): Eri tu che macchiavi quell’anima, aria de Renato del Tercer Acto, Escena I, de Un ballo in maschera, Verdi. 1907.

    Documental sobre Mario del Monaco

    Jueves, Junio 28th, 2007

    En italiano. Con declaraciones del propio tenor.
    Los inicios de su carrera. Un dì’all azzurro spazio, E lucevan le stelle.

    Fragmentos del Brindis de La traviata, La donna è mobile.  Anécdota sobre Madama Butterfly.